Falla processori, a rischio computer e smartphone

Non bastavano i sacchetti bio a pagamento a complicarci l’inizio del nuovo anno. Da ieri pomeriggio, dopo la notizia della falla sui processori Intel, Amd e Arm, è psicosi in tutta Italia per qualsiasi device tecnologico, dai computer agli smartphone. Ad essere a rischio è la quasi totalità dei computer, così come degli smartphone, visto che i processori finiti nella bufera sono quelli presenti nel 99 per cento delle schede tecniche dei prodotti sopra citati. Il primo pensiero di tutti è stato: devo cambiare computer? La risposta è negativa. Lato utente, si possono compiere azioni piuttosto limitate. Morale della favola, non dobbiamo preoccuparci più di tanto. Sì, ci ricorda qualcosa.
La Intel avrebbe voluto iniziare il nuovo anno con ben altro spirito. Nella giornata dei record per Wall Street, il titolo della multinazionale statunitense ha chiuso con il segno meno, facendo registrare una perdita di quasi il 2 per cento, in controtendenza rispetto sia ad Amd che Nvidia. Ciò che ha suscitato maggiore scalpore in rete è stato però un altro fatto, riguardante l’amministratore delegato di Intel, Brian Krzanich. La Consob americana (Sec) ha confermato l’indiscrezione secondo cui il Ceo del colosso hi-tech con sede a Santa Clara, in California, lo scorso 29 novembre ha venduto la quasi totalità delle sue azioni per un valore complessivo di 39 milioni di dollari, con una plusvalenza pari a 25 milioni. Lo ha fatto dopo aver modificato i termini del suo trading plan e, sopratutto, dopo essere venuto a conoscenza del bug scovato da Google Project Zero, bug divenuto di dominio pubblico soltanto nella giornata di ieri.

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