Perché Surface Book 2 è il miglior portatile di Microsoft

Fra tutti i dispositivi marchiati Microsoft, ce n’è uno che si staglia nettamente sugli altri, e non solo per ragioni di prezzo. Si tratta del nuovo Surface Book 2, il portatile in cima al catalogo dei Pc da asporto di Redmond – in Europa si parte da 1.749 euro per arrivare a quasi 3.800 euro – che molti considerano come la migliore alternativa Windows al MacBook Pro di Apple.

Le prestazioni, di cui vi parleremo più avanti, raccontano solo una parte della storia di questo prodotto. Che punta prima di ogni cosa a cambiare le abitudini dei consumatori: un po’ notebook, un po’ tablet, un po’ tavoletta interattiva, Surface Book 2 è infatti quel genere di dispositivo ibrido che vuole fare tante cose. E – questa almeno è la promessa – vuole farle bene.

Un 2-in-1 senza troppi compromessi
Intendiamoci. L’idea di base, quella di un del 2-in-1, non è nuova per chi conosce la materia. Ma Microsoft ha avuto il merito di sviluppare il concetto aggiungendo alcuni dettagli di pregio. Sia lato notebook, sia per quanto la parte di tablet.

È proprio su questo secondo versante che Surface Book 2 sembra poter fare la differenza. Staccato dalla base, il dispositivo può essere utilizzato in tanti modi: come strumento di lettura (le dimensioni sono quelle di un foglio A4), oppure come schermo secondario per la riproduzione di film in streaming, come foglio di lavoro portatile per le presentazioni Excel o Power Point, o ancora come tavoletta per progetti e schizzi digitali disegnati attraverso Surface Pen.

Di più c’è una cura costruttiva che non ha pari, almeno nell’Universo Microsoft. Basta buttare l’occhio sui materiali (perlopiù magnesio) e sui particolari (come la snodatissima cerniera che divide le due metà), o saggiare le doti di solidità del sistema di aggancio/sgancio del display per rendersi conto che questo è un prodotto fatto per durare.

Dotazione da primo della classe
Ok. Ma sul piano puramente prestazionale, quali sono le argomentazioni utilizzate da Microsoft per giustificare un prezzo così elevato? C’è innanzitutto un display di qualità cristallina (oltre 260 ppi di densità sia nella versione da 13.5 pollici che in quella da 15 pollici) e che può vantare funzionalità touch-screen e PixelSense per l’utilizzo del pennino e degli altri accessori “touch” come la Surface Dial.

All’interno pulsano invece processori Intel Core i5 e i7, con RAM fino a 16 GB, scheda grafica NVIDIA GeForce GTX e capacità di archiviazione fino a 1 TB. Pur non essendo un dispositivo mobile in senso stretto, il nuovo Surface Book ha una dotazione audio-video degna di uno smartphone di fascia alta: con tanto di fotocamera posteriore da 8 megapixel con supporto ai video in Full HD, fotocamera anteriore (utilizzabile anche per il riconoscimento facciale di Windows Hello), altoparlante stereo con Dolby Audio Premium e microfono doppio.

Fino a 17 ore di autonomia (dichiarata)
Ma l’aspetto che – almeno sulla carta – colpisce di più è rappresentato dall’autonomia: Microsoft promette per il suo ultimo portatile un’operatività di 17 ore in modalità video-playback, un’ora in più del già generosissimo Surface Book di prima generazione.

Il menu, insomma, è di tutto rispetto. Bisognerà però attendere il 15 febbraio, data prevista per il debutto italiano, per capire che tipo di accoglienza può ricevere un prodotto Microsoft con un cartellino dai 1.800 euro in su.

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